Venezia, Gallerie dell’Accademia, Ciclo di Sant’Orsola

3 Ago. 2017
L’arrivo degli ambasciatori alla corte del Re di Bretagna, dettaglio

Si conclude in questi giorni la reintegrazione del primo telero del ciclo pittorico di Vittore Carpaccio

 

Il lavoro su questa serie di grandi dipinti è iniziato a dicembre 2016 all’interno delle Gallerie dell’Accademia; si tratta senza dubbio dell’impresa più bella di questo quarantesimo anno di attività. Dopo la lunga e delicata pulitura, la stuccatura di lesioni o abrasioni profonde e la prima verniciatura, ad inizio maggio è iniziata la reintegrazione.

E’ il primo dipinto su tela in cui stiamo utilizzando esclusivamente colori per il restauro Gamblin, già ampiamente sperimentati su opere in marmo e su affreschi in particolari situazioni di instabilità termoigrometrica. Si sono rivelati molto duttili, consentendo sia velature trasparenti per abbassamento di tono che velature semi coprenti per rendere omogenei i toni della preparazione o della tela in vista. L’unica piccola difficoltà operativa era legata al loro specifico solvente –alcool isopropilico- molto volatile e, in questo caso, creatore di sbiancamenti e opacità sulla vernice; abbiamo ovviato creando miste di acetone e Dowanol, o acetone e etillattato, molto meno veloci nell’evaporazione e rispettose della lucentezza della superficie.

contemporaneamente stiamo già procedendo alla complessa pulitura del Martirio dei pellegrini e funerali di Sant’Orsola

che dalle indagini preliminari e dai primi tasselli si preannuncia in condizioni conservative estremamente diverse dal dipinto appena ultimato.

Il restauro dei teleri, finanziato da Save Venice Inc. e diretto dal Dott. Giulio Manieri Elia, è condotto dalla CBC in collaborazione con Egidio Arlango. I contributi e gli apporti sono molti e diversi, a partire dalla Dott.ssa Ornella Salvadori, dal Dott. Paolo Cremonesi, dall’Arch. Pietro Gasparri, dal Dott. Davide Bussolari e il fotografo Matteo De Fina.